Il palio di Siena e la sua tradizione

Sicuramente avrete sentito parlare del Palio di Siena, ma come nasce? Quali sono le curiosità?

 

Il Palio di Siena è una competizione fra le diverse contrade di Siena nella forma di una giostra equestre di origine medievale.

La “carriera”, come viene tradizionalmente chiamata la corsa, si svolge due volte l’anno: il 2 luglio si corre il Palio, in onore della Madonna di Provenzano festa della Visitazione nella forma straordinaria, e il 16 agosto si corre il Palio in onore della Madonna Assunta.

In occasione di avvenimenti eccezionali, di ricorrenze cittadine o nazionali ritenute rilevanti e pertinenti (ad esempio: il centenario dell’Unità d’Italia), la comunità senese può decidere di effettuare un “Palio straordinario”, come avvenne alla conclusione dei due conflitti mondiali.

Le contrade che corrono il Palio di Siena oggi sono 17.

 

La storia del Palio di Siena dalle origini   

Fin dal 1200 la corsa di cavalli a Siena è stata testimoniata e documenti risalenti al 1100 ricordano anche di un “Palio di San Bonifazio”, il santo protettore della Cattedrale. Quando Siena divenne una delle più ricche città dell’Europa del Medioevo, il Palio fu l’evento conclusivo delle feste annuali in onore di Maria Vergine Assunta che è la patrona di Siena e del suo Stato. Il momento culminante delle feste era la cerimonia dell’offerta dei ceri e dei censi in Cattedrale, rito insieme religioso e politico, atto di devozione alla Madonna e di sudditanza. A correre il Palio in origne erano i nobili e i notabili sui loro cavalli. Le Contrade partecipavano, invece, ai giochi dove le grandi masse di contendenti si sfidavano su base territoriale.

 

L’epoca rinascimentale per il Palio

Nel periodo rinascimentale, i giorni del Palio erano diventate occasione mondane perché in città giungevano i grandi nomi dell’aristocrazia, alti prelati e sovrani europei. Da quando i signori smisero di combattere personalmente le guerre, delegate ai mercenari, cessarono anche di correre il Palio, delegandolo a fantini scelti. Così il Palio divenne per loro spettacolo da vedere, come le dispute al Colosseo degli antichi romani. Ma dopo la caduta della Repubblica di Siena del 1559, le feste persero il loro antico significato di trionfo cittadino.

Iniziarono perciò ad essere disputati diversi eventi come: palii rionali, l’Elmora, i Giochi di San Giorgio, i giochi delle pugna, pallonate, cacce dei tori, bufalate, asinate. Durante questi giochi, figuranti della Contrada entravano in Piazza del Campo accompagnati da carri allegorici rappresentanti animali esotici o fantastici dai significati allusivi a mitici eventi o a nobili virtù.

Nei primi decenni del seicento il Palio concluse il suo processo di trasferimento in Piazza del Campo e la sua trasformazione in festa popolare, come è conosciuto da noi oggi. Nel 1656, il Palio “alla tonda” divenne la forma di struttura definitiva e con cadenza regolare. Dalla metà del 1600 nasce invece l’istituzione della “tratta”, ossia l’assegnazione a sorte dei cavalli alle diverse Contrade, che prima avveniva al prato di Camollia.


Dal settecento ai giorni nostri

Il Settecento fu il secolo dell’introduzione di un secondo Palio, oltre a quello di luglio. Il Palio trovò inoltre la sua regolamentazione definitiva. Il 16 maggio 1721 il collegio di Balìa emise un bando che costituisce il moderno regolamento del Palio.

Agli inizi del Novecento, Contrade e Comune rinnovarono i costumi del Corteo storico: nel 1904 venne adottata definitivamente la foggia medievale-rinascimentale dei figuranti. Dal 1915 al 1918 il Palio venne sospeso, in coincidenza con la prima guerra mondiale e alla ripresa, con l’avvento del Fascismo, l’organizzazione del Palio passò sotto la direzione dell’Opera Nazionale Dopolavoro. Tra le due guerre il Corteo storico si rinnovò ancora: per le monture venne adottato infatti lo stile di fine Quattrocento.

Le attività del palio e delle contrade furono interrotte anche dalla seconda guerra mondiale, ma finita la guerra, nel 1945 venne organizzato il Palio straordinario del 20 agosto, passato alla storia come “il Palio della Pace”.

La vita paliesca moderna si concentra ormai su luoghi precisi, come l’oratorio, ossia il luogo più antico della Contrada, che funge da cappella per le cerimonie religiose sia della Contrada, sia dei suoi singoli membri, e la “Società di Contrada”, un circolo aperto quotidianamente e gestito dal volontariato degli abitanti delle contrade. Dentro Siena sono disseminate le fontanine che portano segni araldici delle Contrade e che vengono usate per il “battesimo contradaiolo”. Ogni Contrada dispone inoltre di una sede storico-museale.
Nel 2018, a distanza di 18 anni, si è tornati a correre un Palio Straordinario: l’occasione è rappresentata dal centenario della Prima guerra mondiale.

 

Vi aspettiamo allora all’Hotel Il Giardino per assistere al Palio di Siena! Il nostro hotel è a soli 200 metri dal centro storico di Siena e potrai osservare la città durante la prima colazione grazie alla vista panoramica. Prenota il tuo soggiorno e goditi la tua vacanza a Siena all’Hotel Il Giardino!

Alla scoperta delle colline senesi e dei territori toscani

Volete passare un weekend tranquillo e romantico alla scoperta del territorio senese e dintorni? Beh, niente di meglio che soggiornare all’Hotel Il Giardino, situato a Siena appena sotto le mura storiche del centro medievale, sorge sull’Antico Podere Angiolino che oltre 30 anni fa fu trasformato in un bellissimo albergo.

Vi consigliamo alcune mete da visitare durante il vostro soggiorno.

 

Alla scoperta di Pienza

Pienza è un imperdibile piccolo borgo del sud della Toscana, nella famosa Val d’Orcia. Si trova a circa 20 km a est di Montalcino e qualche km ad ovest di Montepulciano nella magnifica regione della Val d’Orcia a sud di Siena, tra sognanti colline e panorami mozzafiato.
Questo incantevole borgo è conosciuto come la città “ideale” del Rinascimento, creazione dell’umanista Enea Silvio Piccolomini, diventato poi Papa Pio II. Piccolomini aveva le possibilità economiche e l’influenza per poter trasformare il suo umile villaggio di nascita, Corsignano, in quella che per lui dovesse essere una città da sogno, impareggiabile, che avrebbe dovuto incarnare i principi e la filosofia dell’età classica e del Rinascimento italiano. L’imponente Palazzo Piccolomini alla destra del Duomo ha una loggia con un meraviglioso giardino sospeso dal quale si può ammirare un panorama davvero unico su tutta la valle dell’Orcia, da Montalcino fino al vulcanico Monte Amiata.

Grazie a lui ed in soli tre anni venne realizzato un complesso di bellissimi ed armoniosi palazzi: la Cattedrale, la residenza papale, il Comune e la piazza centrale. Piazza Pio II ha una forma di grande armonia che dona dignità e solennità a tutti gli edifici che la contornano, costruiti in pietra di travertino, materiali tipici. Il Duomo o Cattedrale dell’Assunta ospita importanti dipinti dei più rinomati artisti del tempo rinascimentale, mentre il maestoso campanile dalla forma ottagonale stato costruito sopra l’antica cripta puntando dritto verso il cielo.

 

Montepulciano: un borgo in collina

Montepulciano una cittadina sicuramente famosa per il vino a cui dà il nome e sorge su un tipico colle toscano: da quest’altezza è facile perdersi con lo sguardo tra le verdi colline, per ammirare le coltivazioni di olivi e vigneti e i cipressi che scandiscono piacevolmente tutto il belvedere.
La vista dalla Torre del Palazzo rinascimentale di Montepulciano è strabiliante: lo sguardo può arrivare fino ai Monti Sibillini e al Cimone e talvolta, quando l’aria è limpida, si può ammirare  anche il monte Gran Sasso.

Il centro storico di Montepulciano, in Toscana, si identifica con una la strada principale, il Corso, che parte dalla parte bassa della città ed arriva fino alla Piazza Grande. All’esterno delle mura di Montepulciano, ci sono la Chiesa di Sant’Agnese con il portale gotico originale, la Fortezza medicea del Sangallo e la porta di Gracciano ristrutturata da Sangallo agli inizi del 1500. Proprio dalla storica Porta di Gracciano, si accede nel caratteristico centro storico e più avanti, a sinistra della colonna del Marzocco, precisamente in Piazza Savonarola, è ubicata la piccola chiesa di San Bernardo. Sul lato destro di questa strada c’è il Palazzo Avignonesi del Vignola, ma anche altri palazzi rinascimentali tra cui il Bucelli, che nel basamento conserva molte urna cinerarie e diverse pietre e iscrizioni etrusche e latine.

Montefollonico: una frazione di pace e serenità

Il borgo di Montefollonico, è frazione del comune di Torrita di Siena, un posto alla cima di un colle tra la Valdichiana e la Val d’Orcia. La sua nascita risale intorno all’anno 1000, proprio durante il medioevo, anche se molti ritrovamenti testimonino insediamenti del popolo sin dalla preistoria.

Il nome deriva da “Fullonico“, cioè il primo nucleo abitativo montanino sito nei pressi del Conventaccio (Abbazia dei monaci Cassinesi sec. VIII) che, sfruttando la vicinanza di un “fosso”, svolgeva l’attività di “follatura” ossia di lavorazione e tintura della lana.
Probabilmente gli abitanti in cerca di protezione salirono su questa collina, di cui la prima fortificazione risale al VI secolo ed il nome del luogo si trasformò così in “Monte a Fullonico” da cui poi Montefollonico. Agli inizi del 1200, quale castello fortificato di confine, Montefollonico assunse grande importanza strategica per la Repubblica di Siena, alla quale rimase fedele per più di un secolo.

Montefollonico rimane oggi luogo di pace e serenità e un punto di rifugio per i pochi amici che l’hanno scoperto. Montefollonico ha mantenuto intatta l’immagine del piccolo borgo che ancora scandisce le stagioni con i ritmi della campagna a differenza di altri paesi ormai solo turistici. Le antiche mura, in gran parte ancora esistenti, racchiudono piccoli gioielli di architettura “minore”: la Chiesa di San Leonardo è una delle più rilevanti testimonianze di architettura romanica in territorio senese.

 

Vi aspettiamo all’Hotel Il Giardino per godere delle bellezze toscane, affacciandovi dalla nostra terrazza panoramica durante la prima colazione nel pieno relax del vostro weekend. Contattateci per scoprire i luoghi del nostro splendido territorio!

Il cammino della via Francigena

 

La Via Francigena, Franchigena, Francisca o Romea, è parte di un insieme di vie, conosciute anche come vie romee, che dall’Europa occidentale conducevano nel Sud Europa fino a Roma e proseguivano verso la Puglia, dove vi erano i porti d’imbarco per la Terrasanta, meta dei pellegrini e dei crociati.

Dopo la riscoperta di questa Via Francigena, avvenuta negli anni settanta, ci si rese conto che anche in Italia esisteva un percorso al Cammino di Santiago, un percorso di pellegrinaggio: la via Francigena. Come era successo per il cammino spagnolo, anche il percorso della Francigena era in parte sotto l’asfalto delle autostrade e delle statali che, col tempo, avevano ricalcato il tracciato di quelle che già erano state le strade principali del Medioevo e dell’età romana.

 

L’area di strada della via Francigena

Più che di strade si trattava, quindi, si parla di “aree di strada”, il cui percorso variava per cause naturali (straripamenti, frane), per modifiche dei confini dei territori attraversati e la conseguente richiesta di barriere, per la presenza di briganti. I passaggi romani lasciarono gradualmente il posto a fasci di sentieri, tracce, piste battute dal passaggio dei viandanti, che in genere si allargavano sul territorio per convergere in corrispondenza delle mansioni come centri abitati od ospitali dove si trovava alloggio per la notte, o presso alcuni passaggi obbligati come valichi o guadi. Il fondo veniva lastricato solo in corrispondenza degli attraversamenti dei centri abitati, mentre nei tratti di collegamento prevaleva la terra battuta.

E’ quindi chiaro che la ricostruzione del “vero” tracciato della Via Francigena sarebbe oggi un’impresa impossibile, poiché questo non è mai esistito realmente: ha invece senso ritrovare le principali mansioni e i principali luoghi toccati dai viandanti lungo la Via.

 

La nascita della Via Francigena

Quando la dominazione Longobarda lasciò il posto a quella dei Franchi, anche la Via di Monte Bardone cambiò il nome in Via Francigena, ovvero “strada originata dalla Francia”, nome che indicava oltre all’attuale territorio francese, anche quello che comprendeva la Valle del Reno e i Paesi Bassi.

In quel periodo crebbe anche il traffico lungo la Via che si affermò come il principale asse di collegamento tra nord e sud dell’Europa, lungo il quale transitavano mercanti, eserciti e pellegrini.

Il pellegrinaggio nel tempo

Quando la pratica del pellegrinaggio assunse un’importanza crescente, i luoghi santi della Cristianità erano Gerusalemme, Santiago de Compostella e Roma. Così la Via Francigena rappresentò lo snodo centrale delle grandi vie della fede e il suo nome si affermò nel mondo proprio per la sua funzione di strada di collegamento tra i vari luoghi di pellegrinaggio. Infatti, i pellegrini provenienti dal nord percorrevano la Via per dirigersi a Roma, ed eventualmente proseguire lungo la Via Appia verso i porti pugliesi, dove s’imbarcavano verso la Terrasanta. Viceversa i pellegrini italiani diretti a Santiago la percorrevano verso nord, per arrivare a Luni, dove s’imbarcavano verso i porti francesi, o per proseguire verso il Moncenisio e quindi immettersi sulla Via Tolosana, che conduceva verso la Spagna. Il pellegrinaggio divenne presto un fenomeno di massa e ciò esaltò il ruolo della Via Francigena che divenne determinante per la realizzazione dell’unità culturale. 

 

Crescita e decadenza della Via Francigena

L’uso crescente della via Francigena come via di commercio portò ad un eccezionale grandioso di molti centri culturali e commerciali lungo il suo percorso.

La Via divenne strategica per trasportare verso i mercati del nord Europa, le merci provenienti dall’oriente e scambiarli, in genere nelle fiere, con prodotti tipici delle Fiandre. Nel XIII secolo i traffici commerciali crebbero a tal punto che si svilupparono numerosi percorsi alternativi alla Via Francigena che, quindi, perse la sua caratteristica di unicità e si spezzettò in numerosi itinerari di collegamento tra il nord e Roma tanto che il nome cambiò in Romea, che non era più l’origine, ma la destinazione. Inoltre la crescente importanza di Firenze e dei centri della Valle dell’Arno spostò a oriente i percorsi, fino a quando la Bologna-Firenze ebbe una funzione puramente locale.

 

Le fonti itinerarie a cui ci si affida per la scoperta della via Francigena

È soprattutto grazie a Sigerico, un pellegrino, che è possibile ricostruire l’antico percorso della via Francigena. Nel 990, dopo essere stato ordinato Arcivescovo di Canterbury da Papa Giovanni XV, Sinergico annotò le 80 mansioni in cui si fermò a pernottare nel viaggio. Il diario di Sigerico viene tuttora considerato la fonte itineraria più autorevole, tanto che spesso si parla di “Via Francigena secondo l’itinerario di Sigerico” per definire la versione più “filologica” del percorso.

Scopri la Via Francigena

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LA CITTA’ DEL CIELO Eng.

LA CITTA’ DEL CIELO
From the Facciatone of the Duomo Nuovo, the Panorama of Siena
New Horizons on the City

From May 8th until September 8th 2019, the Monumental Complex of the Cathedral of Siena, dedicated to Santa Maria Assunta, invites us to contemplate new horizons with the climb to the Facciatone, Panorama over the City. Open every day from 10:00 am to 7:00 pm, this year and by appointment only, it will be possible to access the Facciatone, exceptionally, even from 8:00 am. Throughout the day, until September 8th, during their stay on the panoramic terrace, visitors will be invited to contemplate the view through an introduction to the City made by multilingual guides. This huge and high wall that, in the Sienese’s intent, was supposed to be the façade of a New Cathedral, an architectural dream, looks at the whole city.
The large number of visitors who ascend the Acropolis and cross the Duomo of Siena, the so-called Crypt, the Baptistery and the Museo dell’Opera are immersed in a triumph of shapes and colors that, in the intention of the clients and the artists, mark the access to the “Heavenly Jerusalem”. The entry into the eternal reality, suggested by the richness and refinement of materials such as white marble, was once even more explicit due to the presence, on the Altar Maggiore of the Cathedral, of the Majesty of Duccio di Buoninsegna, now preserved in the Museo dell’Opera . The Queen of Siena and Heaven, seated on the resplendent cosmatesque throne, surrounds herself with the court of angels and saints who watch over the city personified in the four patrons. Often, in both religious and political Sienese iconography, saints and men of government support with their hands and offer the model of the City to Mary, civitas Virginis. From the Museum, through the climb up to the Facciatone, the “model” becomes real: towers, palaces and bell towers take shape within the still well-preserved walls that delimit and merge with the infinite spaces of the landscape, from the rolling hills of Siena to the harshness of the Amiata. But from the high wall, it will be possible not only to read the monuments, but also “to see a new heaven and a new earth” (Revelation 21, 1). Some operators help visitors to recognize from above the most significant “places” of the Earthly City, the one originated from the “Good Government”, with the invitation, once descended, to stop in the same spaces in which the Sienese community recognizes itself, and live it intensely. The Facciatone, with its mighty foundations and its slight altitudes, ridge “in the dazzling radiance of its marbles and bricks” (Mario Luzi), is the space in which Siena welds the City of Earth and the Celestial City in a single glance.

DATA SHEET
La Città del Cielo – From the Facciatone of the Duomo Nuovo, the Panorama of Siena
New Horizons on the City

May 8- September 8, 2019
Everyday from 10.00 a.m. to 19.00
Special openings from 8.00 to 10.00 a.m. by reservation only

Info and booking www.operaduomo.siena.it – opasiena@operalaboratori.com – +39 0577/286300

 

 

LA CITTA’ DEL CIELO

Dal Facciatone del Duomo Nuovo il Panorama di Siena
Nuovi Orizzonti sulla Città

Dal prossimo 8 maggio fino all’8 settembre 2019 il Complesso Monumentale del Duomo di Siena, dedicato a Santa Maria Assunta, invita a contemplare nuovi orizzonti con la salita al Facciatone, Panorama sulla Città. Aperto tutti i giorni dalle ore 10:00 alle ore 19:00, da quest’anno e solo su prenotazione, sarà possibile accedere straordinariamente al Facciatone anche dalle ore 8:00. Per tutto il giorno, fino all’8 settembre, durante la permanenza sulla terrazza panoramica, i visitatori saranno invitati a contemplare il panorama attraverso una introduzione alla Città effettuata da accompagnatori multilingua.
Questo grande e alto muro che, nell’intento dei Senesi, doveva divenire la facciata di un Nuovo Duomo, sogno architettonico, guarda la Città per intero.
I numerosi visitatori che salgono all’Acropoli e attraversano il Duomo di Siena, la cosiddetta Cripta, il Battistero e il Museo dell’Opera si trovano immersi in un tripudio di forme e colori che, nell’intenzione dei committenti e degli artisti, segnano l’accesso alla “Gerusalemme celeste”. L’ingresso nella realtà eterna, suggerito dalla ricchezza e ricercatezza dei materiali come il marmo bianco, era un tempo ancora più esplicito per la presenza, sull’Altar Maggiore della Cattedrale, della Maestà di Duccio di Buoninsegna, ora conservata nel Museo dell’Opera. La Regina di Siena e del Cielo, assisa sul rifulgente trono cosmatesco, si circonda della corte di angeli e santi che vigilano sulla città personificata nei quattro patroni. Spesso, nell’iconografia senese sia religiosa che politica, santi e uomini di governo, sostengono con le mani e offrono il modello della Città a Maria, civitas Virginis. Dal Museo, con la salita fino al Facciatone, il “modello” diventa reale: torri, palazzi, campanili si delineano all’interno della cinta muraria ancora ben conservata che delimita e si confonde con gli infiniti spazi del paesaggio, dalle dolci colline senesi fino alle asperità dell’Amiata. Ma dall’alto muro, sarà possibile non solo leggere i monumenti, ma anche “vedere un nuovo cielo e una nuova terra” (Apocalisse 21, 1). Alcuni operatori aiutano i visitatori a riconoscere dall’alto i “luoghi” più significativi della Città terrena, quella originata dal “Buon Governo”, con l’invito, una volta discesi, a vivere con intensità e a fermarsi negli stessi luoghi in cui la comunità senese si riconosce.
Il Facciatone, con le sue possenti fondamenta e le sue leggere altitudini, crinale “nella solarità abbagliante dei suoi marmi e cotti” (Mario Luzi), è lo spazio in cui Siena salda in unico sguardo la Città della Terra e la Città del Cielo.

SCHEDA TECNICA
La Città del Cielo – Dal Facciatone del Duomo Nuovo il Panorama di Siena
Nuovi Orizzonti sulla Città

8 maggio – 8 settembre 2019
Tutti i giorni dalle ore 10:00 alle ore 19:00
Aperture straordinarie solo su prenotazione dalle ore 8:00 alle ore 10:00

Info e booking: www.operaduomo.siena.it – opasiena@operalaboratori.com – +39 0577 286300

 

 

 

L’Eroica

L’Eroica è una manifestazione cicloturistica che da vent’anni si svolge nella provincia di Siena attirando appassionati di ciclismo d’epoca e amatoriale da tutto il mondo. La peculiarità di questo evento è la rievocazione del ciclismo d’altri tempi, si svolge ogni anno la prima domenica di ottobre attraversando per buona parte le strade bianche nella zona del Chianti Senese e il regolamento prevede che vi si prenda parte in sella ad una bici d’epoca. La manifestazione di fatto è aperta a tutti coloro che si vogliono cimentare nel percorso pedalando su una bici, ma vengono insigniti del diploma di “Eroici” solo coloro che partecipano con biciclette da corsa e abbigliamento d’epoca. Ogni anno sono migliaia le persone che si iscrivono all’Eroica e partecipano all’evento affollando Gaiole in Chianti, tappa iniziale e finale della corsa. Gaiole infatti è il punto di partenza da cui si snodano diversi percorsi, che si differenziano per la lunghezza dell’itinerario attraversando le varie zone del Chianti Senese.

 

Scopriamo quali sono e quali luoghi attraversano.

 

PASSEGGIATA : 32 KM

É la sintesi più semplice per assaporare l’atmosfera de L’Eroica: il percorso si snoda intorno a Gaiole in Chianti  ed è alla portata di tutti, pensato per dare la possibilità anche alle famiglie con bambini a seguito di poter pedalare e scoprire le meraviglie del Chianti.

 

PICCOLO CHIANTI : 46 KM

La pedalata richiede circa tre ore e regala suggestioni bellissime. Da Gaiole in Chianti si arriva a Castelnuovo Berardenga incontrando il Castello di Brolio, i vigneti del Chianti Classico, la discesa di Pianella e il “Leccione”, due lecci che sembrano uno solo e fanno da cornice ad un panorama unico.

 

PERCORSO CORTO : 78 KM

È la porta d’accesso al mito de L’Eroica: in circa quattro ore si attraversano Gaiole in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Radda e Greve in Chianti. Tappe da non perdere sono i ristori de L’Eroica a Radda e a Lamaole, per rifocillarsi con la celeberrima Ribollita, salumi e formaggi tipici, ottimo Chianti.

 

PERCORSO MEDIO – CRETE SENESI : 130 KM

Siamo già nel mito de L’Eroica ma il percorso è comunque alla portata di molti ciclisti, nonostante i tempi di percorrenza possano raggiungere le 10-12 ore. Si attraversa la medievale Buonconvento, considerata uno dei borghi più belli d’Italia, percorrendo nella zona delle Crete Senesi Monteroni d’Arbia, Murlo, Asciano e  recuperando le energie ai ristori di Radi e Castelnuovo Berardenga.

 

PERCORSO LUNGO: 209 KM

Si tratta de L’Eroica più autentica: oltre 3700 metri di dislivello e una pedalata di almeno 15 ore, per cui gli ultimi ciclisti tornano a Gaiole in Chianti anche dopo le ore 22.00.  Il percorso arriva fino a  Montalcino  e si addentra nelle  campagne intorno a Buonconvento per rientrare alla meta attraverso Asciano, Castelnuovo Berardenga e Radda in Chianti.

 

Scopri gli itinerari de L’Eroica tutto l’anno visitando le località protagoniste della corsa e scoprendo le meraviglie delle terre di Siena in bicicletta. L’Hotel Il Giardino di Siena offe ai propri clienti la possibilità di organizzare escursioni di ogni tipo per gustare al meglio sapori e colori del Chianti.

Terre di Siena

Con Terre di Siena si indicano tutti i territori che abbracciano la città di Siena e che da tempo immemore incantano viaggiatori provenienti da tutto il mondo. Si tratta di terre che accolgono col fascino del passato e la meraviglia di valli, colline, boschi e crete, si fanno amare per i caratteristici filari di vigne e olivi nonché per la straordinaria tradizione enogastronomica.

Visitando queste zone resterete colpiti dalla bellezza di eremi, pievi e borghi ma anche dai boschi solcati da corsi d’acqua e dai numerosi itinerari immersi nel verde, tra riserve naturali e terme. L’enorme patrimonio culturale della regione si concretizza attraverso bellezze architettoniche da togliere il fiato: dall’abbazia cistercense di San Galgano a Chiusdino, luogo carico di mistero e suggestioni, all’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore ad Asciano, luogo ricco di storia e spiritualità. Tra calanchi e dolci colline si trovano numerosi centri di origine medievale, come Buonconvento, Monteroni d’Arbia, San Gimignano, Monteriggioni e molti altri, ma sono presenti anche insediamenti di origine estrusca, come Murlo e Sovicille.

Ogni area geografica della provincia senese ha caratteristiche e peculiarità che la distinguono dalle altre pur appartenendo allo stesso contesto.

La zona del Chianti, i suoi vini e la civiltà contadina da cui ha origine accolgono i visitatori con l’armonia di vigneti e olivi. Da visitare le località di Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Gaiole e Radda in Chianti.

Nella Val d’Elsa, terra fatta ad arte e di arte, si possono godere panorami bucolici di stupefacente bellezza ed esplorare borghi medievali raffinati e suggestivi. Da visitare Colle val d’Elsa, Casole d’Elsa, Monteriggioni, Poggibonsi, Radicondoli, San Gimignano e le sue torri.

La Val di Merse e l’omonimo fiume si offrono alla vista in tutta la loro accecante bellezza rurale con paesaggi incontaminati e sapori genuini. Da visitare Chiusdino, Monticiano, Murlo, Sovicille.

Il territorio delle Crete Senesi prende il caratteristico nome dalla creta, argilla, che dà il tipico colore grigio al terreno. In questa parte della Toscana vigne e oliveti lasciano il posto a campi di grano e file di cipressi, casolari isolati e le caratteristiche grance, fabbricati con funzioni di magazzino e granaio. Da visitare Asciano, Buonconvento, Monteroni d’Arbia, Rapolano, San Giovanni d’Asso

Autentico scrigno di natura e paesaggi, la Val d’Orcia accoglie alcuni dei centri storici più interessanti del Senese e dell’intera Toscana. Castelli, borghi, torri e monasteri isolati completano il quadro di una terra affascinante. Da visitare Castiglione d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani, San Quirico d’Orcia.

L’Amiata è la zona montana per eccellenza, terra di funghi e castagne è un antico vulcano addormentato che conserva calore ed energia. I sapori e i colori della montagna offrono ai viaggiatori vere prelibatezze, dalla carne di cinta senese al pecorino dell’Amiata. Da visitare Abbadia San Salvatore, Castiglione d’Orcia, Piancastagnaio, Radicofani.

La Val di Chiana è una grandissima pianura fertile su cui si affacciano Lazio, Umbria e Toscana. Caratterizzata da coltivazioni d’eccellenza come l’ulivo e la vite e da produzioni agroalimentari di altissimo livello tanto da essere diventate simbolo della zona e dell’intera regione, dal Nobile di Montepulciano alla Chianina. Da visitare Cetona, Chianciano Terme, Chiusi, Montepulciano, Pienza, San Casciano dei Bagni, Sarteano, Sinalunga, Torrita di Siena, Trequanda.

Le Origini del Palio di Siena

L’origine del palio è antica quanto Siena. Non c’è una data certa, l’unica certezza è che il Palio è legato indissolubilmente alla fondazione di Siena, percorre miti, leggende e tutta la storia civica della città. Nei secoli diviene progressivamente fattore distintivo nella costruzione dell’identità di Siena e dei senesi. La Contrada rappresenta un elemento fondante del senso di appartenenza alla comunità di ogni cittadino, forma la salda identità sociale dei senesi e il Palio fornisce loro il modello di come agire nella vita e nella società. Il Palio, dice un detto, si corre tutto l’anno.

Ripercorrere le fasi della fondazione e descrivere le origini della città è utile per capire questo profondo senso di appartenenza e tentare di spiegare il fascino che ancora oggi esercita il Palio, e non solo sui senesi.

Siena fu città etrusca, di entità pare modesta ma ben collegata ai centri maggiori dell’Etruria, Fiesole e Chiusi, Cortona e Volterra. Sono stati sottolineate interessanti analogie dei palii delle origini con i giochi equestri degli Etruschi e prima ancora dei Greci. Il mito della fondazione che vuole Siena nata dalla costola di Roma e fondata dai figli di Remo, Senio e Ascanio, racconta invece l’origine del palio con l’arrivo dei due esuli da Roma che, inseguiti dai cavalieri di Romolo, fondano Siena alla fine di una sorta di “Palio alla lunga”. L’insegna della nuova città è bianca e nera, come i cavalli di Senio e Ascanio e come le nuvole di fumo che si innalzano dalle due are da cui offrono i loro sacrifici agli dei: si tratta della Balzana, antica insegna romana rimasta da allora fino a oggi lo stemma di Siena. Simbolo perfetto del carattere estremo della città per l’opposizione di bianco e nero, relazione tra la fusione di tutti i colori e la loro assenza, la Balzana è ovunque presente come insegna del comune e come simbolo cittadino, a partire dal candore dai marmi bianchissimi del Duomo che si alternano a quelli scuri in bande bianco-nere che caratterizzano la facciata e l’interno della cattedrale.

Fin dal 1200 si ha testimonianza di una corsa di cavalli a Siena e documenti anteriori al XII secolo raccontano del “Palio di San Bonifazio”, ossia il santo titolare dell’antica Cattedrale, che prima della fondazione di quella attuale sorgeva in Castelvecchio, nucleo più antico della città posto sul colle più alto. Nell’età d’oro della Repubblica senese, ovvero tra tra l’inizio del Duecento e la metà del Trecento, il Palio era il momento solenne e conclusivo delle feste annuali in onore di Maria Vergine Assunta patrona di Siena e del suo Stato. Il momento culminante delle feste era la cerimonia dell’offerta dei ceri e dei censi in Cattedrale, rito insieme religioso e politico, atto di devozione alla Madonna dei senesi e di sudditanza ai reggitori del Comune di Siena. Agli inizi del 1300 già si correvano i cosiddetti palii alla lunga, anche con i cavalli privi di fantino, e al vincitore che raggiungeva l’antica cattedrale dopo esser partito da una delle porte della città veniva dato in premio un “pallium”, un drappellone di stoffa preziosa, che avrebbe poi dato il nome alla festa oggi nota in tutto il mondo.

Il palio di Siena

Il Palio per antonomasia è quello di Siena. In Italia esistono numerose manifestazioni tradizionali e corse equestri ma il Palio di Siena resta l’eccellenza italiana conosciuta in tutto il mondo. Si tratta di una delle corse storiche più famose del mondo ed è una competizione equestre che si disputa ogni anno a Siena in Piazza del Campo, il 2 luglio col nome di Palio della Madonna di Provenzano e il 16 agosto con il nome di Palio dell’Assunta. L’evento in genere si tiene due volte l’anno ma talvolta, per occasioni molto particolari, viene fissato un terzo Palio detto “straordinario” – il primo si corse il 2 giugno 1861 per festeggiare la proclamazione del Regno d’Italia – e quest’anno ricorre una di tali occasioni: è fissato infatti per il 20 ottobre un Palio straordinario dedicato al centenario della fine della Prima Guerra Mondiale. Ma scopriamo come funziona e chi sono i protagonisti di questo evento che conta migliaia di appassionati e ogni anno richiama visitatori da tutto il mondo.

LE CONTRADE

Protagoniste del Palio sono le contrade cittadine, rappresentate da un fantino che cavalca un destriero bardato con i colori della contrada di appartenenza. Nella corsa si affrontano a turno dieci delle diciassette contrade in cui è suddivisa la città di Siena selezionate tramite un’estrazione che avviene pochi giorni prima della gara. Le contrade come le conosciamo oggi esistono dal 1729, ma le loro origini risalgono all’anno mille quando a Siena nacquero piccole associazioni che offrivano servizi ai pellegrini diretti a Roma lungo la via Francigena. Oggi le contrade sono diciassette: AQUILA, BRUCO, CHIOCCIOLA, CIVETTA, DRAGO, GIRAFFA, ISTRICE, LEOCORNO, LUPA, NICCHIO, OCA, ONDA, PANTERA, SELVA, TARTUCA, TORRE, VALDIMONTONE.

LA PIAZZAPiazza del Campo

Teatro di questa splendida manifestazione è Piazza del Campo, per l’occasione rivestita di terra ocra. La corsa è preceduta da un corteo storico in costume composto da figuranti appartenenti a tutte le 17 contrade che dalla Prefettura sfilano fino alla piazza. Ogni contrada è rappresentata dalla coppia composta da fantino e cavallo. Quest’ultimo viene scelto tre giorni prima ed è assegnato casualmente ad ogni contrada tramite la cosiddetta Tratta, batterie di selezione dei cavalli scelti in 10 su una trentina di presentati. Di fatto, nonostante la casualità dell’assegnazione, è il cavallo che viene considerato il vero rappresentante della contrada visto che può vincere anche da “scosso”, ovvero senza avere in groppa il suo fantino, evento di fatto non raro.

LA CORSAPalio di Siena Cavallo

Dopo la sbandierata finale dei figuranti in pista, i cavalli fanno il loro ingresso in piazza e si portano all’altezza del vicolo della Costarella dei Barbieri per la partenza. A quel punto il mossiere, persona incaricata di gestire e rendere valida la partenza, riceve una lettera sigillata in cui è indicato l’ordine d’ingresso dei cavalli nei cosiddetti canapi, le due lunghe corde che delimitano la zona di partenza, sorteggiato poco prima. L’inizio della corsa avviene con un cavallo di rincorsa, il decimo, che – posizionato fuori dal canape – decide quando entrarvi e dare il via alla gara: a volte questo avviene in pochi minuti, talvolta dura ore. Una volta partiti, i cavalli dovranno fare tre giri di piazza in senso orario. Il primo che arriva, con o senza fantino in sella, decreta la vittoria della contrada di appartenenza.

Si tratta di uno spettacolo indimenticabile, da vedere assolutamente almeno una volta della vita. Contattaci per organizzare il tuo soggiorno a Siena durante i giorni del Palio e scopri le nostre offerte speciali !

Crete Senesi

Le Crete Senesi sono costituite dai territori che si trovano nella zona collocata a sud-est della città di Siena, che include i territori di Asciano, Buonconvento, Monteroni d’Arbia, Rapolano Terme, Montalcino e Trequanda. Il caratteristico nome “Crete” deriva dalla presenza dell’argilla, qui chiamata comunemente creta, che dà al paesaggio un colore grigio-azzurro e rende l’atmosfera  soffusa e lunare. Questa argilla caratteristica, mista a salgemma e gesso, è chiamata mattaione ed ha origine dai sedimenti del mare del Pliocene che copriva l’area tra 2,5 e 4,5 milioni di anni fa. Qui ogni stagione ha colori straordinariamente diversi: verde in primavera, giallo in estate, grigio e tutti i colori della luce in autunno e inverno, perché la creta assume toni e nuance cromatiche diverse a seconda dei cambiamenti climatici variando colore ad ogni mutamento del cielo.

Numerosi sono i percorsi e gli itinerari naturalistici da scoprire a seconda di gusti e passioni personali: in bici, è possibile percorrere il tratto dell’Eroica, la corsa d’antan per cicloamatori (v. articolo dedicato), che attraversa le Crete percorrendo strade bianche e crinali attraverso la campagna senese; a piedi si consiglia di scoprire la Via Francigena nella tappa che va da San Quirico a Radicofani costeggiando il torrente Arbia e scoprendo le antiche grance, fattorie fortificate che ospitavano viaggiatori e pellegrini; sulle rotaie itinerario insolito è quello percorso dal Treno Natura, mezzo di trasporto d’epoca con locomotiva a vapore che attraversa la zona sulla linea Asciano – Monte Antico in occasioni di feste e sagre offrendo ai viaggiatori scorci suggestivi e indimenticabili.

Le Crete Senesi offrono prodotti della terra genuini e sapori della tradizione: i pecorini delle Crete sono ottimi in abbinamento a miele e vini pregiati, l’olio della zona è a marchio DOP e ottenuto da spremitura delle olive IGP di Indicazione Geografica Protetta, oro bianco delle Crete Senesi è considerato il tartufo coltivato nei 40 ettari di tartufaie nel territorio di San Giovanni d’Asso. Il borgo di San Giovanni d’Asso a novembre organizza la Mostra del Tartufo, laboratorio di nuove conoscenze in materia e luogo di degustazione aperto al pubblico che dura due settimane. La collaborazione di enologi e chef couisinier all’evento assicura la qualità di abbinamenti tra i tipici prodotti locali. Da gustare, da sola o in abbinamento al tartufo, la tradizionale “fettunta”, letteralmente fetta-unta, una fetta di pane agliata, irrorata di olio e con un pizzico di sale.

L’acqua termale è un’altra grande protagonista del territorio, sia come elemento paesaggistico che come metodo di cura e strumento di benessere. Rapolano Terme è il centro termale della zona: si tratta di un borgo noto in epoca romanica dotato di due fonti di acque sorgive e altrettante strutture termali: le Terme di San Giovanni, in aperta campagna, e l’Antica Querciola poco distante dal centro cittadino.

Veste insolita assunta negli ultimi anni dalle Crete Senesi è quella di terra d’arte contemporanea. Alcuni esempi: a Leonina nel comune di Asciano si trova l’installazione “Site Transitoire” dell’artista Jean-Paul Philippe, serie di sculture ispirate al territorio in cui sono collocate, mentre nel Bosco della Ragnaia a San Giovanni d’Asso è da visitare il cantiere sempre aperto di Sheppard Craige, artista americano residente nella zona che ha realizzato un parco che stimola la curiosità del visitatore con luoghi di sosta ispirati al magnifico scenario di queste terre

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